06/04/2016

Alle origini della autostima. Dalla bambina alla donna.

 Dopo il grande innamoramento con la madre, nel primo anno di vita, in cui la bambina è un tutt’uno con il corpo della madre, con il suo seno, ella procede verso la percezione e costruzione di sé passando attraverso fasi che portano alla differenziazione dal mondo materno.

Un passaggio complicato e tortuoso perchè avviene -doppiamente- NONOSTANTE “la specularità evidente che caratterizza fin dall’inizio la relazione madre-figlia” (1) e GRAZIE ad essa.

La bambina che ha amato fin dalla nascita la madre, prova per lei sentimenti di ambivalenza,di ostilità non solo perché ha paura di non trovarla quando lei si allontana ma perché percepisce una similarità con lei, si accorge di avere un corpo come quello suo. Sono come la mamma!  Ed essere come la mamma è anche conquistare l’altro, il diverso da sé, rappresentato dal padre che la attrae e la affascina.

E così la mamma, amata e odiata, diventa anche la rivale; colei alla quale togliere l’oggetto desiderato, quella invidiata, quella con cui competere. I passaggi sono molteplici, spesso coesistenti, contorti e annodati tra loro, il più delle volte inconsci e attivi nella psiche.

 Il processo è di introiezione e identificazione. Portare dentro per confrontarsi con l’immagine di lei apparire a se stessa come lei. Ma questa operazione non può che essere destinata a fallire; presto la bambina si accorge di non essere l’immagine della madre  e le spinte a differenziarsi prendono il sopravvento; passano attraverso il conflitto e il rifiuto e anche la rivalità e la competizione per prendere il padre. 

Il confronto della bambina con la madre è il terreno  su cui si fonda l’autostima della donna. Quanto e come la bambina si è scostata dal suo modello, quanto e come ha trovato la sua specifica maniera di esistere nel gioco di essere una donna, originariamente come la madre e poi costruendo una geografia autonoma, unica e irripetibile.

Se la bambina che è in noi ha avuto la possibilità di procedere trovando accoglienza e comprensione, amore tenero da entrambi i genitori che hanno capito le contraddizioni dei sentimenti e le spinte narcisistiche e se l’ambiente circostante ha lasciato impronte di apprezzamenti e consensi si può pensare a un buon fondamento per l’autostima della donna che verrà.

(1) Massimo Recalcati, Le mani della madre - Feltrinelli, Milano, 2015, pag. 160


Iscriviti alla newsletter

Resta aggiornato sulle attività dello studio.

Accetto i termini e condizioni di MariaTraclo.it. Maggiori dettagli